Print Friendly, PDF & Email

Foggia, anzi Fòggia, con l’accento sulla “o”, ad indicare la corretta pronuncia di quella sconosciuta città pugliese, che si stagliava nel bel mezzo della più grande pianura dell’Italia peninsulare, il Tavoliere.

Così la sezione geografica del War Office inglese indicava il capoluogo dauno nella cartina che veniva consegnata agli ufficiali e alle truppe dell’esercito britannico.

Redatta in scala 1:500.000, è una carta accurata, che Lettere Meridiane offre in regalo ad amici e lettori del blog (potete scaricarla qui in alta risoluzione). Colpisce l’accuratezza dei geografi inglesi. I toponimi sono riportati tutti in italiani, con particolare attenzione all’accento. Non solo Fòggia, ma anche Manfredònia, Monte S.Àngelo, S.Pàolo Civitale, Casalvècchio di Puglia, e via dicendo.

Le strade sono disegnate dettagliatamente, così come gli obiettivi militari. Si tratta di una carta compilata in modo specifico per l’aviazione inglese. Le informazioni aeree – vi si legge – sono state fornite a giugno del 1939 dal Ministero dell’Aeronautica.

Gli aeroporti sono evidenziati con un cerchietto che contiene un punto nero, i campi d’aviazione con un cerchietto semplice. I porti sono indicati con una stella rossa.

L’importanza strategica degli scali aeroportuali di cui Foggia era dotata all’epoca è sottolineata da un simbolo particolare, e complesso, che combina la presenza di aeroporti veri e propri, con quella di campi d’aviazione, sistemi radio e radar, sitemi di illuminazione.

La carta evidenzia anche la base di idrovolanti di Varano.

Fa specie pensare che questa carta è stata utilizzata per pianificare i bombardamenti “strategici”, che nell’estate del 1943, si accanirono particolarmente su Foggia, provocando migliaia di vittime e la distruzione di larga parte dell’abitato. La violenza dell’azione di conquista bellica fu provocata proprio dalla necessità di occupare il polo aeroportuale foggiano. Conquistata Foggia, per la prima volta era possibile bombardare la Germania.

E fa ancora più specie constatare come il tributo di sangue pagato dalla città di Foggia nella seconda guerra mondiale non sia stato adeguatamente riconosciuto.

Proprio le macerie lasciate dalla guerra innescarono il lungo processo che ha reso sempre più marginale l’aeroporto Gino Lisa. Ma questo è un altro discorso…

Facebook Comments