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Il sindaco di Milano, Beppe Sala, reclama (giustamente) le scuse del governo USA per i bambini che 75 anni fa restarono uccisi nel bombardamento aereo di Gorla. Sotto le macerie della scuola elementare Francesco Crispi, morirono 184 scolari e altre 19 persone, tra cui la direttrice, insegnanti e bidelli.
Sarebbe bello che qualcosa del genere partisse anche da Foggia, città legata a filo doppio a quel tragico evento. I bombardieri che provocarono l’orrenda strage partirono dal Foggia Airfield Complex, e precisamente dall’aeroporto di Castelluccio dei Sauri, scalo satellite del Gino Lisa.
Per conquistare il complesso aeroportuale, di straordinaria rilevanza strategica, un anno prima gli Alleati avevano scatenato pesantissimi bombardamenti su Foggia che avevano provocato la morte di migliaia di inermi cittadini. Detto per inciso e, credetemi, senza alcun intento polemico: quanti bambini foggiani morirono in quella tragica estate? La memoria degli anziani ricorda ancora un mitragliamento a bassa quota che si accanì con particolare ferocia sulla Villa Comunale, mietendo vittime senza distinzione di età, di vestiario e di sesso.
Nessuno potrà mai riportare in vita i piccoli angeli di Gorla o i foggiani rimasti uccisi dalle bombe alleate. Ma, come giustamente sollecita il sindaco Sala, si può, se non altro, rendere loro onorandone la memoria.
Ma spesso la storia tira scherzi, atroci e beffardi. Mentre a Milano si invoca il risarcimento, almeno morale, a Foggia si continua ancora a litigare e far polemica sul numero delle vittime dei bombardamenti.
Lettere Meridiane renderà omaggio alle vittime di Gorla pubblicando domani una videopoesia tratta da struggenti versi composti da Bruno Caravella.

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