La digitalizzazione degli archivi culturali e delle biblioteche sta rendendo di pubblico dominio beni e documenti che prima erano riservati soltanto agli studiosi. A sorpresa – ed è una piacevolissima sorpresa – ecco spuntare da un manoscritto custodito nella Biblioteca Nazionale di Napoli, e recentemente messo a disposizione on line, una delle mappe più antiche della Capitanata, forse la più antica.

A questo splendido e importante reperto è dedicato l’appuntamento di oggi di Memorie Meridiane, la rubrica del nostro blog che regala ad amici e lettori gadget del nostro passato. Vi forniremo i link alle mappe della Biblioteca Nazionale di Napoli e un esemplare ad altissima risoluzione di un’altra, splendida mappa, dello stesso autore, successiva di qualche anno.

La più antica è quella disegnata dal cartografo viterbese Mario Cartaro che operò tra la seconda metà del ‘500 e gli inizi del ‘600. Incisore e cartografo a Roma sino al 1586, dalla fine del 1590 venne chiamato presso la corte napoletana con l’incarico di “designare e ponere in pianta qualsivoglia sito e pianta del Regno.” Incarico che assolse assieme a Cola o Nicola Antonio Stigliola, famoso erudito e scienziato nolano.

I risultati del loro lavoro furono pubblicati nel manoscritto Il Regno di Napoli, che la biblioteca nazionale ha reso disponibile on line.
Come si legge nel sito della Biblioteca Nazionale di Napoli, “la rilevazione del Regno effettuata da Stigliola e Cartaro, insolitamente voluta dallo stesso governo spagnolo, è senz’altro da considerarsi un monumento cartografico. La figurazione generale dei contorni dell’Italia meridionale peninsulare appare di gran lunga migliore che in qualunque altra carta precedente: le province del Regno sono straordinariamente fedeli; gli autori non ricalcano carte di rilevatori precedenti, più o meno corrette. Essi si rifanno, oltre che a rilevazioni de visu, anche a materiale manoscritto posseduto dal governo napoletano, quali carte o disegni parziali dei singoli territori, di zone costiere, di luoghi fortificati, risalente alla ricca cartografia aragonese.”

Come i più affezionati lettori di Lettere Meridiane ricorderanno, il blog ha dedicato diversi articoli alle riproduzioni cartografiche che riguardano la provincia di Foggia, giungendo alla conclusione che la più antica è probabilmente quella che si trova alla Camera di Commercio, realizzata da Giovanni Antonio Magini, astronomo, matematico e geografo padovano. Chi non avesse letto quella lettera meridiana, può farlo cliccando qui.
La sorpresa è che la mappa disegnata da Cartaro e Stigliola venne utilizzata come base proprio dal Magini, per cui è più antica di quella realizzata dallo scienziato veneto.
“L’accuratissima descrizione manoscritta, di cui si sono salvati rarissimi esemplari – scrive V.Boni – non ebbe diffusione a stampa forse per ordine di re Filippo III di Spagna, probabilmente per timori strategici e quindi usata dal  solo governo viceregnale e sarebbe andata letteralmente perduta se non fosse stata largamente utilizzata per l’esecuzione della più importante opera del Napoletano contenuta nell’Atlante d’Italia di Giovanni Antonio Magini (Bologna 1620).”
Siamo quindi in presenza di quella che, con ogni probabilità, è una delle più antiche cartografie della Capitanata (curiosamente definita Capitinata dagli autori), se non la più antica.

Per poter visualizzare la mappa ad alta risoluzione, cliccate qui. Per potere guardare invece, sempre ad alta risoluzione, la mappa del Regno di Napoli che trovate qui sotto, cliccate qui.

Qui, invece, potete scaricare, ad altissima risoluzione l’esemplare della mappa del Cartaro più moderno, corredato dell’elenco di tutti i comuni della Capitanata, che illustra il post. Risale al 1645, ed è compreso nell’atlante “Il Regno di Napoli distinto in dodeci provincie”.

Se siete interessati alle precedenti puntate di Memorie Meridiane, le trovate su questa pagina.

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