Non capita spesso che due giovani talenti dauni finiscano sulla ribalta nazionale, quasi lo stesso giorno. È successo tra sabato e domenica scorsi, prima con l’inserto di Repubblica, L’anno che verrà, firmato dall’artista foggiano Agostino Iacurci (potete scaricarlo cliccando qui), quindi con la colonna sonora della fiction di Giacomo Campiotti su Chiara Lubich, composta da Carmine Padula, giovanissimo musicista foggiano di origini apricenesi.
La coincidenza non è fortuita, ma piuttosto certifica che quanto a talenti creativi o, per dirla con i sociologi, quanto a capitale umano, la terra dauna non ha nulla da invidiare, a nessuno. E che dovrebbe affidare la sua riscossa proprio alla valorizzazione di questo straordinario, spesso nascosto, capitale umano.
Agostino Iacurci è un artista di fama internazionale. Viene ritenuto tra i maggiori esponenti mondiali di street art, e non è un caso che le sue opere figurino in Google Arts & Culture, il museo virtuale di Big G.

In apertura, l’opera moscovita di Iacurci, Qui sopra, la copertina dell’inserto di Repubblica

“Agostino Iacurci, 35 anni, è nato a Foggia, ora vive e lavora a Roma – si legge nella scheda che gli dedica Google Arts & Culture -. È riuscito a trovare un linguaggio visivo che piace a tutti. Figure giganti dalle forme esagerate e dai colori vivaci ricordano i personaggi dei cartoni animati. Una delle opere più imponenti copre la facciata dell’edificio di 21 piani della Fubon Art Foundation a Taipei . A Mosca la sua grafica, di quasi 300 metri quadrati, copre il muro di un edificio sull’argine di Goncharnaya.” I suoi murali e le sue opere si trovano a Milano, Parigi, Roma, Madrid,
La Treccani on line gli dedica una specifica voce, in cui lo tratteggia come “uno dei più interessanti autori sul panorama internazionale dell’interpretazione pittorica muraria su grande scala.”

Carmine Padula

Se Iacurci è un assiduo frequentatore delle grandi vetrine nazionali e internazionali, Carmine Padula vi si sta affacciando con prepotenza. La colonna sonora del film su Chiara Lubich (che potete ascoltare nel video alla fine del post) che Padula ha composto, orchestrato e diretto, ha segnato la sua seconda collaborazione con Giacomo Campiotti, con cui aveva lavorato già in Ognuno è perfetto, stabilendo un autentico record. È stato il più giovane compositore a firmare una colonna sonora per la Rai. Per lui ha speso parole d’elogio Ennio Morricone. I suoi album hanno scalato le classifiche di iTunes. Dreamland, che ha inciso quando aveva solo 17 anni, prodotto dal grande Roberto Cacciapaglia, suo maestro e mentore, ha conquistato la vetta della classifica della piattaforma musicale di Apple.
Maurizio De Tullio, scrittore, giornalista e bibliotecario, è uno che di talenti foggiani che si impongono nel Mondo se ne intende, eccome. È infatti autore del Dizionario Biografico di Capitanata, che elenca tutti i foggiani e dauni che si sono fatti onore oltre i confini della loro terra d’origine.
Così commenta l’exploit di Agostino Iacurci e di Carmine Padula: “Quando sono a tavola con mia moglie e mia figlia, guardando la tv mi viene spesso da dire: “Un foggiano c’è sempre!”. E così è davvero. Vedendo il tg, seguendo una fiction, divertendoci con uno spettacolo d’evasione…
Perché il ‘genio foggiano’ è sparso generosamente a piene mani. Piccoli semi che nel tempo diventano alberi possenti. Dopo aver curato il ‘Dizionario Biografico di Capitanata’ nel 2009, ho scoperto che in rapporto agli abitanti abbiamo dei record di cui vantarci. Non sono in grado di spiegarlo. Ma è bello saperlo. Alla faccia della malavita che rema contro, ma che non prevarrà.”

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