Un recovery fund per la Capitanata (di Franco Antonucci)

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Con l’arrivo del 2021, è teoricamente scaduta la programmazione di area vasta che veniva indicata come Capitanata 2020. La provincia di Foggia ha dunque urgente necessità di tornare a riflettere sul suo futuro,  tenuto conto anche del fatto che, durante il periodo di vigenza di Capitanata 2020, è sensibilmente mutato il contesto di riferimento della programmazione territoriale: nella platea degli attori dello sviluppo provinciale, grazie al CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo) c’è adesso anche il Governo, in prima persona; l’Ente Provincia, che una volta assolveva ad un’importante funzione intermedia tra Regione e Comuni (di nevralgica importanza, per un territorio vasto e complesso qual è quello dauno) è stato drasticamente ridimensionato dalla riforma, anche se grazie al dinamismo del suo presidente, Nicola Gatta, si sta ritagliando un nuovo significativo ruolo; dopo un lungo periodo di gestione commissariale, caratterizzato da una ritrovata vivacità progettuale dell’Ente, il Consorzio ASI ha ritrovato i suoi organi di governo, candidandosi a un ruolo importante di coordinamento (la presidenza è stata affidata al commissario uscente, Agostino De Paolis).

Bisogna far presto: Recovery Fund e messa a regine delle ZES possono rappresentare una grande opportunità per il rilancio della Capitanata. Forse l’ultimo tram utile per lo sviluppo. Come? Con quale idea di territorio, e quale organica visione di futuro?

A questi interrogativi risponde il long form di Franco Antonucci, ingegnere, già impegnato in ruoli dirigenziali al Comune di Foggia e al Consorzio ASI, che ancora una volta ha voluto offrire ad amici e lettori di Lettere Meridiane il suo qualificato contributo per avviare una riflessione comune (e lo ringrazio molto, per questo).

Vi suggerisco un’attenta lettura, invitandovi a dire la vostra, commentando il post. (g.i.)

*  *  *

Forse è arrivato il momento di farsi avanti e proporre, finalmente in modo adeguato e forte,  un’ipotesi di strutturazione di territorio, unitaria e coesa, per l’intera Capitanata, capace di moltiplicare gli effetti e raggruppare un provincia sparsa in una unica entità con identità ben riconoscibile, e capace, per questo, di farsi ascoltare a voce sincrona. Come un meccanismo organico in sé funzionante a ciclo regolare, dove ogni parte si lega e si compone con l’altra e trascina in avanti.

Più chiaramente concentrato in un uno Schema sintetico di sviluppo globale, multilivello integrato, a crescere.

Più esplicitamente, e nello specifico del nostro territorio disaggregato da tempo, intendiamo il famoso Schema-Capitanata, ovvero il TERRITORIO-SNODO di Capitanata.

L’occasione immediata, per un cambiamento di rotta in tal senso, potrebbe essere quella di un attento e congruente inserimento di un siffatto progetto nel prossimo Piano nazionale del Recovery Fund, con una visione larga, e compatta al tempo stesso, cui allacciare progressivamente tutte le altre sub-suscettività territoriali minori.

Una iniziativa di tal genere potrebbe anche derivare da precedenti, e già assunte, visioni ed idee-progetto del Consorzio ASI di Foggia, allora timidamente inserite nel Piano strategico Capitanata 2020 (oggi teoricamente scaduto). Oggi con maggior vigore.

Tale ipotesi territoriali di scala vasta, coinvolgenti altre ipotesi minori concorrenti, erano tra loro legate, fino a transitare dal primario concetto di singole e puntuali Aree, fino al territorio globalmente inteso, con un processo di progressiva induzione.

Tali ipotesi, soprattutto negli ultimi tempi di un Commissariamento ASI lungimirante, sono state opportunamente aggiornate ai nuovi eventi, pur anche essi pressanti, emergenziali, ma comunque in linea rispetto alle nuove tendenze ed evoluzioni culturali generali, globali.

L’intenzione è stata anche quella di rimettere in moto il ruolo consortile, in modo addirittura innovativo, con la convinzione che il Consorzio ASI può e potrà essere molto di più di un semplice attore di attrezzamento e gestione di Aree Industriali, al contrario con una nuova veste e mentalità moderna di un Soggetto propulsore alla pari, nei riguardi di un nuovo modello di sviluppo globale, determinato da una soggettualità allargata ed omogenea, compatta.

Per il Consorzio ASI di Foggia, che da decenni si è dedicato con grande passione su questi temi territoriali, nel tentativo di costruire percorsi e prospettive fattibili, sia pure con le difficoltà dei vari momenti, è stata una nuova sorpresa e ripresa di un grande sogno.

L’occasione per dimostrare ancora una volta di più, che questo territorio, sia pure eccessivamente grande e di conseguenza dispersivo, quindi morfologicamente variegato, multiterritoriale, multiurbano, multistrutturato, può avvalersi di una caratteristica materiale e mentale che molti altri territori non hanno : è multivocazionato.

Nel senso che, per questo, ha più fisicità e fantasia, e che, quindi, può ancora esprimersi a livelli d’eccezione  teoricamente (!) superiore. A condizione che sia fatto con una voce corale, per poi vincere la nostra marginalità endemica e legarsi in rete all’interno e alle scale esterne crescenti.

La riscoperta delle precedenti visioni ed idee progettuali ASI, depositate negli impolverati  scaffali ASI, può così tradursi in alcuni grandi ipotesi di riscossa. Ogni passo che genera l’altro; l’altro che ritorna a rinforzare il principale e così via. Un nuovo circuito di idee.

Poi necessariamente un “assemblamento concettuale“, che diventa, da semplice tendenza razionalizzata, un nuovo innervamento strutturale territoriale globale, per tanti versi anche emozionante emozionale.

Oggi è solo una traccia, da spingere ed indirizzare (forse) una situazione ancora carente, determinata dalla fragilità perdurante di un contesto territoriale complesso e difficile. Ma non impossibile.

Soprattutto perché si parla di vocazioni latenti da riportare alla luce, con nuova passione collettiva, credendoci. Vocazioni e risorse in ragione dei quali la Capitanata, nonostante vari tentativi ed insuccessi, ha comunque resistito e resiste ancora in attesa della auspicata rivalsa. Può ancora farcela : la sua situazione non è irreversibile.

Occorrerebbe verificare, a questo punto, solo se la difficoltà del territorio ad unificarsi è  una questione geo-fisica, determinata dalla grande dilatazione e complessità territoriale, o non è, invece, una condizione mentale. Il che sarebbe più grave.

Tutto questo potrebbe, invece, avviarsi a soluzione salendo sul treno giusto, con idee chiare. Anche partendo da soluzioni già pronte, come il Consorzio ASI di Foggia, importante componente dello sviluppo globale (anzi particolarmente specializzato in questo), possiede ed offre all’attenzione di tutti. Facendo presto, però, perché i tempi sono stretti.

Potrebbe essere solo l’inizio propizio di un “Progetto di territorio preliminare“, che in un certo senso è il supporto di qualsiasi altro contributo.

Un progetto ASI di territorio, che si esprime in duplice forma strettamente connessa, tanto da potersi configurare come un unico già grande Progetto di territorio di tutti, perfettamente consono, e, quindi, candidabile nel prossimo Recovery Fund.

Si tratta di due grandi filoni, autosufficienti e tra loro interconnessi al tempo stesso, che sintetizzano e aprono, comunque, a successive sub-integrazioni, collaborazioni, adeguamenti, completamenti-ampliamenti. In termini di una nuova processualità strategica territoriale univoca :

Il Progetto ASI di territorio che si propone è composto dal seguente “binomio funzionale territoriale complesso“, già in gran parte definito, come detto, e che deve essere solo strategicamente condiviso e legato, non solo al proprio interno ASI, ma soprattutto nei riguardi dell’intero contesto territoriale, oggettuale-soggettuale. Quindi :

A – LA DIRETTRICE DI INTEGRAZIONE STRATEGICA TERRITORIALE INCORONATA/FOGGIA

Si tratta in primo luogo del rafforzamento e ri-definizione della Direttrice territoriale mediana centrale, da mare (Manfredonia) verso il baricentro del territorio (Foggia-Incoronata), e da qui ampliato a raggiera verso tutte le direzioni longitudinali, diagonali e trasversali. Quindi, più in particolare, senz’altro anche verso le Aree interne.

La suddetta Direttrice diventa di interconnessione vasta, globale, in naturale ampliamento processuale, ed è composta da :

  • POLO LOGISTICO ASI INCORONATA, caratterizzato in primo luogo dalla presenza (attiva a grande riferimento nazionale ed oltre) dello Scalo ferroviario intermodale ASI/Lotras, che rappresenta, ormai da alcuni anni, una connotazione interportuale a grande raggio, che ha necessità di essere ulteriormente integrato e radicato prima di tutto a dimensione di intero Agglomerato AS/Incoronata, quindi in estensione all’intero territorio, con una serie di nuove infrastrutture e strutture; quindi oltre confine provinciale senza limiti. Anche via mare : Autostrade del mare.
  • Tali strutture interportuali in aggiunta in parte già si delineano con la prevista realizzazione di una grande Piattaforma logistica territoriale, nello stesso Agglomerato ASI/Incoronata, e, quindi, con un primo nucleo di Autoporto (già realizzato nella sua prima conformazione grande Autoparco-parcheggio, anch’esso a scala crescente. Il tutto a supporto del recente e nuovo Casello autostradale A14, dedicato proprio all’intero Agglomerato ASI/Incoronata e alle sue forti connotazioni logistiche territoriali.
  • All’Agglomerato ASI di incoronata, che, in effetti, rappresenta un baricentro interno di territorio multilivello quasi perfetto, fa capo, come noto, all’intero “Sistema produttivo-industriale territoriale ASI”, composto da altri otto Agglomerati industriali sistemici di Piano ASI di Area, tutti situati sulle principali direttrici territoriali ed iperterritoriali, radiali ed anulari, a raggio di influenza vasta.
  • POLO LOGISTICO PORTUALE DEL PORTO INDUSTRIALE di Manfredonia Monte Sant’Angelo, che rappresenta l’accesso a mare dell’intero “Sistema produttivo-industriale territoriale” dell’entroterra, per il tramite, come detto, del Polo Centrale-interno di Incoronata.
  • Una specie di grandissimo RETROPORTO TERRITORIALE fuori scala, così come era stato indicato dall’originario Piano Regolatore ASI di Area, e poi confermato e rafforzato dalla serie varia di tutti i Piani territoriali/provinciali sovra-ordinati, di varia estrazione (PTCP/FG, eccetera, e in ultimo la ZES Adriatica, che è totalmente incentrata sulla valenza portuale, per suo principio fondante).

Tale Schema Direttore ASI di territorio, già delineato ed inserito a suo tempo dall’ASI all’interno del Piano strategico Capitanata 2020, ed ultimamente riconsiderato dall’ASI con aggiornamento, è stato comunque ripreso, quasi analogamente, dal Piano strategico regionale della ZES Adriatica – Polo di Foggia.

Si tratterebbe, oggi, di aggiornarlo definitivamente nei suoi dettagli tecnici-economici.

Entrambe le visioni, Schema direttore ASI e ZES Adriatica Polo di Foggia, comunque inevitabilmente guardano, oggi, alle nuove prospettive dell’Alta capacità ferroviaria Napoli Bari, che, come noto, transiterà all’interno del territorio provinciale di Foggia, in particolare attraverso il famoso “baffo ferroviario”, quindi confluendo nello Scalo ferroviario di incoronata, e poi continuando verso il sud pugliese. E viceversa.

Anche l’Alta velocità ferroviaria longitudinale/adriatica, a sua volta, non sarebbe a tal punto estranea al nuovo disegno territoriale di cui sopra, sottolineando ed incrociando, appunto, con una nuova Stazione ferroviaria specifica, la succitata Direttrice strutturale ASi-Incoronata/Porto.

Quanto esposto è già di per se’ una rappresentazione concettuale abbasta chiara e predefinita da parte ASI, in termini di immagine territoriale di per se’ suggestiva, rimarcando, in modo già abbastanza forte, la sostanziale Direttrice trasversale territoriale Incoronata/Porto, quale Schema Direttore di territorio, almeno come impulso di partenza per un definitivo e più complesso Snodo di Capitanata. Facendo centro soprattutto nella città capoluogo provinciale, Foggia, attraverso la “sua” vicina Area ASI/Incoronata.

“Diffondendo” in termini di un nuovo modello di sviluppo globale, lungo tutte le direzioni a partire dalla grande risorsa a grande anello della circumvallazione urbana foggiana, facendo proprie le vecchie e nuove ipotesi radiali di sviluppo, in estensione crescente, a scala vastissima (oltre la stessa provincia di Foggia- Radiali storiche della Transumanza).

A metà strada della Direttrice Incoronata/Porto si rende opportuno, se non necessario, il recupero del vecchio Agglomerato ASI “Amendola” (al di sotto dell’omonimo Aeroporto Amendola), mai utilizzato, in quanto all’origine destinato (per coerenza poi contraddetta) alla industria aeronautica (Alenia, confluita in seguito nell’ASI/Incoronata).

Oggi tale Agglomerato potrebbe essere riesumato e riutilizzato come struttura mediana, intermediatrice, sulla succitata Direttrice Incoronata/Porto, come struttura logistica di diffusione trasversale e diagonale in varie direzioni.

Allo stesso modo potrebbe essere recuperata, sulla stessa Direttrice lunga, con una funzione territoriale in tal caso più articolata, la Stazione ferroviaria dismessa di Frattarolo, comunque rimasta il Nodo di innesto sulla dorsale del lungo Raccordo ferroviario ASI (anch’esso inattivo) per lo Scalo portuale di MF/MSA, al centro dello Aree logistiche interne “di terra” dello stesso Porto; quindi come Nodo di supporto logistico di scala alle Aree produttive-Industriali PIP e DI46 di Manfredonia, sulla strada per Foggia;  quindi come fulcro di estensione traversale lungo la linea della città del Golfo di Manfredonia verso sud (Trinitapoli, Canosa, Comuni costieri baresi).

B – IL NUOVO NODO DI MEZZANONE.

Ai due succitati Nodi logistici polifunzionali, intermedi sulla Direttrice Incoronata/Porto descritta (A) – ASI/Incoronata Porto di MF MSA – si innesta, inoltre, e con grande nuova importanza per una ampliata visione territoriale, il secondo progetto di territorio, candidabile anch’esso al Recovery Fund

Fortemente interconnesso con la principale Direttrice trasversale di territorio descritta, tra il Porto di Manfredonia Monte Sant’Angelo, e con il baricentro logistico integrato ASI territoriale di Incoronata.

Il Progetto/Mezzanone è stato già predisposto al livello preliminare, anche per una interessante e coinvolgente presentazione, il 18/11/2020, al Convegno nazionale/internazionale di Urbanpromo (Urbit, INU), con il titolo appropriato sui Ghetti urbani – Il Ghetto di Mezzazone Progetti per il Paese .

Si è trattato di una vetrina di grande eco, che potrebbe accendere, se proseguita, una nuova luce sulla Provincia di Foggia, fanalino di coda delle note Graduatorie nazionali.

Il Consorzio ASI ha già dato avvio alla successiva pianificazione esecutiva, in termini tecnici-economici di dettaglio.

Si tratta del PIANO DI NUOVA AREA PRODUTTIVA su sito dell’ex-AEROPORTO MEZZANONE (Manfredonia), inutilizzato come tale, da inglobare nel grande Sistema territoriale, delineato dal vigente Piano Regolatore ASI di Area, come suo nuovo Agglomerato ASI strategico a tutti gli effetti.

Ovviamente con una potenziale e maggiore integrazione territoriale globale. Oltre ogni banale procedura di semplice “aggiunta” di una ulteriore Area industriale e basta. Bensì con l’intendimento ed Obiettivo di assegnarle il compito precipuo di vivificare il pregresso Piano regolatore ASI di Area; quindi di avviare un nuovo disegno di sviluppo territoriale settoriale e globale al tempo stesso; infine per risolvere un pesante problema di sicurezza emergenziale, ormai territoriale ed extra-territoriale.

Tale nuova Area produttiva-industriale è stata indicata e preordinata al settore agroalimentare ed agroindustriale, per l’intero sito Mezzanone, a sua volta limitrofo al Borgo di Mezzanone, pur esso indirizzabile e recuperabile allo scopo generale.

All’interno del territorio del Comune di Manfredonia (FG), e, quindi, legandosi non solo a Foggia e Foggia-Incoronata, ma anche a Manfredonia e alla intera fascia interna del Golfo di Manfredonia.  Tutto ciò non solo amministrativamente, ma anche idealmente.

Tale decisione ASI è scaturita sulla base di un’idea-progetto, tendente alla risoluzione di un ormai annoso problema di sicurezza generale, dovuto alla presenza caotica di un Centro di Accoglienza per migranti, sotto-occupati proprio nel settore dell’Agricoltura, e che potrebbero, con tale iniziativa, essere immessi ed integrati-reintegrati, al tempo stesso, in un grande ciclo agroalimentare agroindustriale, come allargamento della massima vocazione-risorsa di Capitanata. Non solo, quindi, per regolarizzare presenti distorsioni, ma, addirittura, anche per creare innovazione territoriale, da più punti di vista ed effetti; recuperando, più in particolare, gli anelli successivi alla produzione netta della prima raccolta agricola, e che si caratterizzano in una maggiore continuità di filiera : lavorazione agricola (Agroindustria), quindi grande commercializzazione e distribuzione; in uno alla presenza ed integrazione di una nuova occupazione di Addetti locali; infine alla nascita/crescita di una netta e nuova imprenditorialità settoriale autoctona.

Il concetto di questa integrazione produttiva può essere suggellato da una ipotesi finale di inedito Patto tra campagna e Area produttiva agroalimentare. Una iniziativa assai originale ed efficace in un tessuto vivo del territorio di Capitanata. Una modalità per ampliare e creare vere e proprie intese tra chi produce/raccoglie, e chi lavora industrialmente ed oltre, in immediata congiunzione con il settore produttivo agricolo industriale globalmente ricomposto nella sua interezza ciclica.

Il Recovery Fund potrebbe diventare la più logica risposta concreta e totalmente coerente rispetto a questo problema di enorme dimensione e portata per un tentativo di riscossa. Perché la moltiplicazione degli effetti in tal caso sarebbe enorme.

Da una parte con il crisma dell’emergenza, e dall’altra con quello di una nuova visione e modello dello sviluppo territoriale globale, in quanto fortemente legato, se non inscindibile, con il primo Progetto di territorio della Direttrice trasversale Incoronata/Porto, strategica a principale effetto unificante come evidenziato.

Una interconnessione semplice e complessa al tempo stesso, che modifica i rapporti lineari e li porta in una dimensione sempre più intersecata.

Tra il Polo logistico integrato di Incoronata, il Polo logistico intermodale (la via delle Autostrade del mare) del Porto MF/MSA e la nuova Area produttiva/Mezzanone, scaturisce un interessante visione di nuovo Triangolo strategico territoriale, che, in tal caso, proviene inizialmente e produce dalla terra, che per sua stessa natura è interconnessa, e quindi con ulteriori promesse di sviluppo in tutti gli altri interessi di sviluppo territoriale globale.

I due Progetti territoriali sono evidentemente, allora, tra loro continui, coerenti e congruenti, in una relazione più grande del pensabile. Anche rispetto agli atri Piani/Progetti di carattere territoriale sovraordinato : Alta velocità/Alta capacità; ZES; Piano di coordinamento provinciale; Paesaggio; Aree interne; nuova logistica aeroportuale; e quant’altro.

Cioè un innesco non matematicamente definibile, ma anche di grande fantasia, per un Progetto di territorio solo inizialmente bipolare-tripolare-triangolare, capace di coinvolgere oltre misura, tanto da poter diventare multipolare complesso a crescere, sul quale, in firma a tal punto automatica, si innesteranno tutte le altre questioni territoriali.

Innovando ed integrando.

Anzi la stessa duplice Idea-Progetto della presente suggestione progettuale potrebbe essere essa stessa la base per un nuovo Piano strategico territoriale di Capitanata, oltre, ovviamente, del fatidico 2020.

Eustacchiofranco Antonucci

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Author: Franco Eustacchio Antonucci

2 thoughts on “Un recovery fund per la Capitanata (di Franco Antonucci)

  1. Scusate, ma in questi progetti futuri, le zone interne, il sub appennino meridionale e settentrionale continueranno ad aspettare una qualche attenzione?

  2. IL RECOVERY PLAN È UN’OCCASIONE IRRIPETIBILE CI SAREBBERO FONDI SUFFICIENTI
    IN OGNI CAPITOLO DI SPESA UTILIZZABILI NEL MEZZOGIORNO D’ITALIA PER RECUPERARE IL GAP ESISTENTE IN TUTTI I SETTORI E CREARE UN CLIMA DI FIDUCIA PER LE IMPRESE. SENZA UN PIANO SPECIFICO PERÒ NESSUN TRASFERIMENTO FINANZIARIO POTRÀ ESSERE EROGATO A CARICO DEI NOSTRI TERRITORI.

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