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Michele De Virgilio si ripete. Dopo Tonino a testa in giù, performance teatrale in cui portò in scena il dramma del crollo di viale Giotto a Foggia, l’attore foggiano, reduce da tanti successi televisivi, torna a fare teatro civile con il suo particolarissimo stile, sospeso tra verità, lirismo e raffinata drammaturgia.

Ci vuole una buona dose di coraggio, a mettersi a fare teatro in un periodo in cui i teatri sono chiusi, ma il buon Michele non è nuovo a sfide del genere. Domani sera, alle 19.00, al teatro comunale Cimaglia di Troia porta in scena per la prima volta Cafoni, racconto scritto in collaborazione con Mario De Vivo (che ha anche prodotto lo spettacolo).
La storia prende le mosse da una vicenda realmente accaduta a Troia, dal commovente gesto di solidarietà di Concetta, un’anziana bracciante che per ricordare una vittima del caporalato, apre le porte a 53 bambini figli di immigrati. Ecco come l’attore-regista racconta lo spettacolo.
“Come ogni giorno, all’alba, in mezzo alla piazza del paese gremita di gente, il Caporale, saliva su una cassetta di legno e indicava con il dito: Tu sì! Tu no!
Sceglieva cafoni. Braccianti, così poveri, che per tenere i pantaloni usavano legarsi in vita una corda di spago, un pezzo di fune. Ca-fun, con la fune.
Li chiamavano così: Cafò!
Venivano sfruttati, umiliati, sottomessi, a frustate gli ordinavano di andare su e giù per i campi. Migliaia di persone sono morte per la fatica su quei terreni.
E se provavano a ribellarsi, a volte, sparivano, così, nel nulla. Sotto quella terra, anime sconfessate, urlano ancora vendetta per quell’ ultimo saluto che gli è stato negato, per un pianto, che non hanno mai avuto. Racconteremo la storia della nostra protagonista, Concetta, con ironia, – dice l’attore-regista – appoggiando la sua rabbia alla musica ed alla forza di detti dialettali che compongono il brano iniziale di questo nostro spettacolo”.
Un omaggio ai cafoni di ieri e a quelli di oggi, affratellati da un triste destino di povertà, miseria e sfruttamento.
In scena con Michele De Virgilio c’è Francesco Nikzad, le musiche sono di Nicola Scagliozzi che le esegue al contrabbasso assieme ad Alfredo Ricciardi, alle percussioni.
Lo spettacolo si svolge nell’ambito del progetto del Teatro Pubblico Pugliese Indovina chi viene a (s)cena, che, per affrontare la crisi provocata dalla forzata chiusura dei teatri e dalla sospensione degli spettacoli dal vivo, propone una serie di serate che si svolgono in teatro, senza pubblico, ma sono offerte in streaming.
L’originale format sta riscuotendo un notevole successo. Per prenotare il posto gratuito ed assistere allo spettacolo basta andare a questa pagina web https://www.rebellive.it/evento/gratuito/indovina-chi-viene-a-scena-a-troia-ore-1930, ed inserire i propri dati per ottenere l’accesso o recarsi nell’apposito spazio “Indovina chi viene a (s)cena” sul sito del Teatro Pubblico Pugliese, all’indirizzo web https://www.teatropubblicopugliese.it.
Per Michele De Virgilio si tratta di un ritorno sul palcoscenico teatrale, dopo i successi televisivi di “Che Dio ci aiuti”, “L’isola di Pietro” e “Una pallottola nel cuore”. Un’occasione da non perdere. Prenotate, guardate.
Qui sotto il trailer dello spettacolo.

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