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La première del film di Lucio Dell’Accio, Scene di una strage (in streaming su YouTube, domani, venerdì 28 maggio, alle 10.12, a questo link), celebra, in un certo senso, una separazione.
È la versione corta (un’ottantina di minuti) del docufilm che il regista foggiano ha realizzato per raccontare la strage di piazza della Loggia a Brescia e la vicenda giudiziaria che ne è seguita, a partire dagli infiniti tragici attimi della mattina del 28 maggio 1974 (alle 10.12, l’orario in cui è stata fissata la première è simbolico) quando esplose il micidiale ordigno che provocò la morte di otto persone, ed oltre cento feriti.
Il racconto procede nella forma di un road-movie tra la Puglia, di cui era originario il foggiano Luigi Pinto, insegnante venticinquenne, sindacalista della Cgil caduto in quella strage, e Brescia, alla ricerca di testimonianze (dei parenti delle vittime, dei magistrati inquirenti, di storici e di politici) per ricostruire i drammatici giorni dell’eccidio, la sua intricata vicenda giudiziaria, il contesto della “strategia della tensione” nel quale quel massacro è maturato ed è stato perpetrato.
La versione originale durava tre ore. Il nuovo montaggio, realizzato su richiesta di scuole e università, propone una sostanziale riscrittura dell’impianto filmico e dovrebbe costituire il capitolo finale della lunghissima storia del film.
È stato proprio il regista a parlarne, a conclusione di una memorabile intervista rilasciata ad Antonio Rosario Daniele (“Lettera Zero“, I, 2015, pp. 60-68): “La separazione da questo film sembra esigere una complessa cerimonia degli addii, di cui forse questo nuovo montaggio fa parte, ne costituisce il capitolo finale. Qualcuno ha detto che un film non si finisce mai, si abbandona. Credo sia giunto il tempo per farlo.”
Un’opera intensa, forte, di raro rigore narrativo ma anche estetico e cinematografico, tutta protesa alla ricerca di una difficile verità. A causa della sua lunghezza e dei mille problemi che ne hanno caratterizzato la post produzione, ha avuto un percorso tormentato e difficile ma che, come testimonia le première di domani, non smette di parlare, di comunicare, di coinvolgere.
Nella già ricordata intervista ad Antonio Rosario Daniele, Dell’Accio ha anticipato alcuni aspetti del nuovo montaggio, su cui stava lavorando quando l’intervista venne rilasciata: “La nuova versione perde la scansione in capitoli, e ha una struttura narrativa più lineare, meno circolare e en abyme. Credo che si stia trasformando in un film nuovo e diverso. Non si tratta soltanto di eliminare delle parti, ma di costruire un nuovo racconto. Il montaggio è iniziato con i tagli, ma procede come una nuova scrittura, una sorta di scrittura su palinsesto. In alcuni punti del film sta anche emergendo una diversa visività grazie all’inserimento di nuove inquadrature che non avevo utilizzato nel primo montaggio.”

Oltre alla maggiore agibilità dei tempi di proiezione (rispetto al montaggio originale di 3 ore), il nuovo montaggio è anche più aggiornato rispetto alla vicenda processuale ultima, tranne le condanne che arrivarono nel 2017. Non resta che mettersi tranquilli in poltrona e guardarsi il film, domani alle 10.12. Mi piace pensare (e sperare) che l’insolito orario non celebri soltanto la coincidenza con l’orario in cui esplose la bomba, ma offra l’opportunità a qualche scolaresca di vederlo collettivamente. È una imperdibile lezione di storia contemporanea e di educazione civica. Qui sotto il trailer.

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