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La scomparsa di Paolo Curcetti, primo atleta foggiano ad aver partecipato ad un’Olimpiade, chiude una pagina di storia dello sport  pugliese e foggiano. È stato un grande campione di boxe, nonché capostipite di un’autentica dinastia, che tanto ha dato al pugilato italiano. “Sono addolorato e costernato, per me è scomparso un fratello, un compagno di tante vicende sportive, di tante vittorie e soprattutto una grande persona. Senza il suo esempio, senza il suo slancio, il suo entusiasmo, la boxe e la Taralli non sarebbero diventate il fenomeno che poi sono state ”, commenta Lorenzo Delli Carri, che ha cominciato a muovere i suoi primi passi nella palestra Taralli proprio assieme a Paolo Curcetti, per diventarne, poi, l’insegnante che ha allevato e lanciato tantissimi talenti.  

“La Pugilistica Taralli si associa commossa al dolore della famiglia. A Paolo Curcetti va il nostro più sentito ed affettuoso grazie per quanto ha fatto per la società, per il pugilato, per lo sport”, afferma Vincenzo Verderosa, presidente del glorioso sodalizio i cui colori difese Curcetti da dilettante. 

Scoperto e lanciato dal padre e fondatore del pugilato foggiano, Vincenzo Affatato, Paolo Curcetti è stato il primo Campione d’Italia, il primo azzurro, il primo olimpionico targato “Taralli”. Arrivò in palestra quasi diciottenne, ma in poco tempo bruciò le tappe. Solo quattro mesi dopo aver familiarizzato con i guantoni e i sacchi, nel 1956, si laureò Campione d’Italia Novizi. Ammesso di diritto agli “Assoluti” 1957 vinse anche questi, stabilendo un record incredibile: nelle fasi provinciali, regionali, interregionali e nazionali si aggiudicò i combattimenti sempre per K.O. Impostosi subito all’attenzione dei selezionatori azzurri, allora guidati da quel grande vecchio del pugilato che è stato Steve Klaus, fu convocato nella Nazionale, di cui divenne una pedina essenziale. Era un combattente nato, che sul ring dava il cuore e l’anima, e che per questo piaceva molto al pubblico, che imparò a conoscere il pugilato proprio grazie alle sue imprese. 

Dopo aver conquistato altri due titoli italiani e numerose vittorie in campo internazionale, prese parte alle Olimpiadi di Roma del 1960, nello squadrone azzurro di cui faceva parte anche Nino Benvenuti. Fu fu fermato da una malaugurata ferita e da uno scandaloso verdetto mentre stava per accedere alle semifinali, che gli sarebbero valse il podio. In seguito fu protagonista di una brillante ma non molto fortunata carriera professionistica, giunta fino alle soglie del titolo europeo quando a Foggia, in una memorabile serata che vide affluire allo stadio Zaccheria 7.000 spettatori, fu sconfitto da Ben Alì, nel match valevole per la semifinale continentale. 

Il nome Curcetti è indissolubilmente legato al pugilato foggiano. Suo fratello Gaetano ne ha ripetuto i successi prendendo parte alle Olimpiadi di Monaco (1972) e indossando per due volte la maglia di Campione d’Italia. Suo figlio Salvatore, dopo aver conquistato il titolo italiano novizi nel 1976 e due importanti tornei internazionali juniores a Riccione e in Germania nel 1977, è stato protagonista di una brillante carriera da professionista, conquistando il titolo di campione italiano e campione europeo dei superpiuma, e sfiorando il titolo mondiale che contese al grande campione sudafricano Brian Mitchell

[Nelle foto sopra, Curcetti da professionista, quando faceva parte della scuderia di Libero Cecchi; Curcetti con Nino Benvenuti. Sotto, Curcetti in una rara foto con cui incrocia i guantoni con Lorenzo Delli Carri, al Teatro di San Severo, nel 1958.]

 

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