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La provincia di Foggia precipita nella classifica della qualità della vita curata dal quotidiano finanziario Italia Oggi e dall’Università La Sapienza di Roma. Lo scorso anno era al 102°. Quest’anno perde cinque posizioni, e piomba al 107° ed ultimo posto. Ultima.
Per quelli che vedono il bicchiere sempre mezzo pieno, la consolazione sarà: peggio di così non può andare. E un pizzico di ragione ce l’hanno: d’ora in poi non si può retrocedere più. Si può soltanto risalire. Ma come? Bisogna prima capire perché siamo caduti tanto in basso. Bisogna leggere con attenzione i dati, e comprendere perché tra Pordenone, prima in classifica, e Foggia c’è una distanza addirittura siderale: la provincia friulana totalizza mille punti, la Capitanata zero.
“Foggia – spiegano i curatori dell’indagine – si piazza all’ultimo posto, in quanto si classifica nel gruppo 4 (quello in cui la qualità della vita è insufficiente) in 7 dimensioni su 9.”
A determinare il disastro sono le seguenti categorie di indicatori: affari e lavoro, ambiente, sicurezza sociale, istruzione formazione e capitale umano, reddito e ricchezza, tempo libero). In tutte queste categorie la provincia di Foggia sta nel quarto gruppo, la serie D, per dirla in termini calcistici.
“È un caso paradigmatico – aggiunge il quotidiano – di provincia del Mezzogiorno, di cui presenta le tipiche criticità in tutti gli aspetti della qualità della vita, a eccezione della dimensione demografica, dove di norma è caratterizzata da risultati significativamente superiori alla media nazionale. Inoltre, è importante rimarcare che la provincia di Foggia si classifica in posizioni di vertice anche con riferimento al sistema salute.”
Popolazione e salute sono le sole due categorie in cui Foggia sta in serie A (primo gruppo), sopravanzando in entrambi i casi anche Pordenone. Ma, per il resto, è notte fonda.
Non è una sorpresa la buona performance per quanto riguarda gli indicatori demografici. Lo è, invece, in riferimento agli indicatori che riguardano il sistema salute, che comunque già lo scorso anno vedevano la Capitanata in una posizione molto alta della classifica.
Nei prossimi giorni analizzeremo nel dettaglio le diverse serie di indicatori utilizzate da Italia Oggi e dall’Università La Sapienza per stilare la classifica, estraendo i dati riguardanti la Capitanata e le altre province pugliesi.
Per risalire, è importante capire. Sarebbe auspicabile che, anziché reagire con le stucchevoli reazioni polemiche che in passato hanno accompagnato la pubblicazione di classifiche che vedono la Capitanata in una posizione così deprimente, si cominci una seria riflessione sulle ragioni che ci hanno portato così in basso. Tanto in basso, che peggio non si può.

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