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Le classifiche sulla qualità della vita nelle province italiane pubblicate dai giornali specializzati sono interessanti soprattutto se non ci si limita ad analizzare il punteggio finale sintetico, ma si consultano le performance nei diversi indicatori che contribuiscono a determinarlo.
È così che, spulciando nelle graduatorie pubblicate recentemente dal Sole 24 Ore sulla qualità delle vita riferita alle diverse fasce d’età (bambini, giovani e anziani) si scopre, per quanto riguarda la popolazione over 65, un altro poco invidiabile record negativo conquistato dalla Capitanata: la desertificazione delle biblioteche.
Di per sé, la provincia di Foggia non sta messa troppo male nella classifica over 65: è al 79° posto, mentre le cose vanno peggio per quanto riguarda i bambini (un disastro, siamo al 107° ed ultimo posto) e i giovani (99° posto).
Come spesso succede in questo tipo di indagini, la cattiva posizione rimediata da Foggia e provincia è il frutto di performance mediocri o del tutto insufficienti nei diversi indicatori. Scorrendo le posizioni ottenute nei diversi parametri, si rileva che occupiamo sempre i gradini più bassi, ma quasi mai l’ultimo posto. Con una sola eccezione, quella della biblioteche, appunto, che gli analisti del quotidiano economico e finanziario hanno utilizzato per “pesare” la qualità della vita della popolazione anziana.
Siamo desolatamente ultimi.
La classifica di questo specifico parametro è stata compilata calcolando il numero di biblioteche per ogni 10.000 abitanti over 65: al primo posto c’è Bolzano, con 1.000 punti, all’ultimo Foggia, con 0.
Un dato raccapricciante, che chiama in causa soprattutto i Comuni. La maggiore parte della biblioteche che una volta facevano parte del sistema bibliotecario provinciale è chiusa, e non riescono a pareggiare il conto la Biblioteca Provinciale e l’Università, che pure offrono un discreto sistema bibliotecario.
Per capire come si sia arrivati a questo punto sarebbero necessarie indagini più approfondite, ma a mezza voce un’ipotesi si può avanzarla: la drammatica crisi finanziaria che angustia i Comuni, soprattutto i più piccoli, si scarica in maniera devastante sulla cultura e sui servizi culturali pubblici.
Qualche responsabilità ce l’ha comunque anche la Regione. Per quanto riguarda la Puglia, infatti, a passarsela male non è soltanto Foggia ma tutte le province pugliesi, che si collocano ai gradini più bassi della classifica: 95° posto Lecce, poi una dopo l’altra la Bat, Bari e Taranto, rispettivamente al 101°, al 102° e al 103° posto, a chiudere Brindisi e Foggia, penultima ed ultima.
Ce n’è abbastanza per una riflessione approfondita da parte delle istituzioni culturali e più in generale del mondo della cultura.
Geppe Inserra

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