Porta Arpana? No, Magna Porta

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Nando Romano mi scrive a proposito dell’articolo Porta Grande o Porta Arpana?, che pubblicammo qualche tempo fa sul blog, nel tentativo di trovare una risposta al dilemma che assilla quanti si occupano di storia della città. Qual è l’esatta denominazione della sola porta rimasta a Foggia? Lo studioso fornisce un’approfondita e dettagliata risposta, documenti alla mano. Di seguito la sua nota. La foto che illustra il post è di Nicola Ruggiero, ed è tratta dal Calendario 2021 di Lettere Meridiane, che potete trovare qui.

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La via si chiamava nei documenti Magna Porta, talora Mania Porta, ed era un luogo di attrazione al punto che Francesco Porsia in Foggia Medievale, Grenzi, 1997 p. 65, vi confonde i vicini siti del pittagio Mazaporci e del suburbio Maniaporci: linguistica in libertà, tipica di qualche storiografo.

Farò un excursus su questo punto in quanto la porta era chiamata talora Mazzaporci: “Maniaporci, a. 1249 QERC (Scadenziere) e BONA (regalia) “in suburbio Maniaporci” per un prob. *Magnapórcë ‘Mangiapòrci’ , località all’estèrno della città, che sémbra fare il paio con il successivo (BONA): “in pettagio Mazaporci” preceduto (ib.) da “portam Mazaporci” per un prob. *Mazzapórcë: éssi danno l’impressióne di due siti, il suburbio fuòri le mura, dedicato alla pastura dei maiali, il “pettagio” urbano, in ƶòna Pòrta Grande, alla macellazione, nel luògo in cui saranno indicate le “beccherìe” nella PBA alla fine del s. XVI.

Le due aree pòssono avér ospitato due gruppi sociali con attività sinèrgiche: allevaménto e macellazióne di maiali, nei prèssi della Magna Pòrta, o di altra minóre a ridòsso delle future beccherie, per l’occasióne intésa anch’éssa “portam Mazaporci”.

A parte questo, recentemente la porta, forse in occasione di un restauro, è stata indicata come Porta Arpana. Si tratta di un grave errore dovuto alla ricerca di nobilitazione della città, attraverso una falsa storia che da secoli ci caratterizza.

La via esterna alla porta e che da essa cominciava non era la via per Arpi ma nei documenti, per esempio Scadenziere, era indicata come via Syponti. Un’arteria principale su cui forse si diramava all’altezza dell’odierno cimitero, un tempo chiesa di S. Lazzaro, la via per Arpi, attuale via Sprecacenere. Porta Grannë, opposta a Porta Picciola, lato attuale università, per un toponimo qualificante e tradizionale, talora Porta Grammë, come nel modo di dire: l’e fattë da cquà a Pporta Grammë! per qualcosa risultante troppo lunga rispetto ai desiderata o a quanto richiesto.

“Nobilitare” i toponimi se non la storia significa banalizzare entrambe le cose, cancellando i caratteri peculiari della città come fa lo storico Francesco Porsia, fra gli altri, che da storici si “divertono” a fare accostamenti linguistici, etimologie, inventare nomi di strade (via Vincenzo Bruno, invece di via Bruno). Una delle vittime, oltre la città, è stata la Fondazione Banca del Monte, che ha finanziato l’apposizione delle targhe stradali, in buona parte errate, e forse affidate ad appassionati o storici, senza sapere che questi argomenti sono di pertinenza linguistica e specie dialettologica. Si ridia l’antico, tradizionale nome alla Porta!

Nando Romano

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Author: Redazione

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