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| Maria De Nittis |
La provincia di Foggia pagò un altissimo tributo di vite umane alla Grande Guerra. In uno studio del 1925 condotto sui dati ufficiali del Governo, il demografo Giorgio Mortara calcolò in 5.287 il numero delle vittime del conflitto provenienti dal Distretto Militare del capoluogo dauno. Una enormità, superiore, per quanto riguarda la Puglia, perfino a Bari (4.752 vittime) e a Taranto (4.989).
Il dato è frutto di una stima, probabilmente per difetto, perché successivi accertamenti hanno concluso che non tutti i caduti erano stati effettivamente conteggiati nei dati ufficiali governativi.
Le recenti celebrazioni del centenario della “Vittoria” hanno riconosciuto le dimensioni e la portata di questa immane tragedia, voluta proprio da un dauno, il presidente del Consiglio Antonio Salandra, originario di Troia.
È dunque il caso di ricordare e di esaltare anche quanti si sono adoperati per alleviare la sofferenza, il dolore, la miseria che fecero da pendant a tutte le guerre, a cominciare dal ruolo svolto dalle donne.
Le donne foggiane e pugliesi ebbero una funzione importante, come viene ricordato ne L’almanacco italiano del 1917. La pubblicazione (che potete scaricare integralmente qui) era un supplemento del giornale Il popolo romano, e veniva offerta in omaggio agli abbonati.